Mario Musella? L'ho conosciuto ed è stata un'esperienza indimenticabile....        di Renato Marengo.

La mia amicizia con Mario, con gli Showmen, il mio rapporto intenso con Mario Musella , la sua voce, la sua negritudine, il blues che aveva nel sangue nasce quando li ascolto, ovviamente, ma soprattutto quando li conosco; me li presenta Antonio Taccogna un professore di liceo che ha investito tutte le quote e i guadagni che la scuola privata che gestiva a Napoli assieme al fratello, gli consentì di investire. Taccogna è stato il primo vero manager e produttore napoletano. Io ho imparato da lui. Taccogna amava Mario e gli Showmen, Taccogna ha contribuito a scoprirli, li ha portati in RCA, li ha aiutati a crescere, ha creduto in loro, li ha sostenuti nei momenti più difficili. Ha contribuito in maniera fondamentale al grande successo che Mario e gli Showmen tutti conquistarono. E fu la prima volta che questo fatto accadeva a un gruppo napoletano. Taccogna mi chiese di diventare l'ufficio stampa degli Showmen, di Mario e degli altri. E con Taccogna facemmo scoprire a tutta Italia l'esistenza del più grande gruppo di Rythm'n blues mai venuto fuori dall'Italia. Ed è servito a Pino Daniele (lo sa e lo dice), a Edoardo Bennato,a Gragnaniello a Zucchero, a chiunque, dopo gli Showmen abbia provato a fare o a cantare rythm'n blues.
Zucchero imparò a fare la voce "roca" graffiante, Mario Musella ce l'aveva naturale ed in Italia ha inventato quel modo di cantare. E non si trattava solo di un modo di cantare, era un modo di "suonare", di porsi, di vivere.

Se gli Showmen fossero nati a Milano o a Bologna sarebbero diventati qualcosa come i Dik Dik, L'Equipe 84, i New Trolls o chissà la PFM...
Venendo fuori da Napoli (e grazie alla passione di Taccogna) fu quasi un miracolo che diventassero, sia pur brevemente, famosi, "mitici". Nel libro Song'e Napule che ho scritto per Rai Eri assieme a Michael Pergolani, come pure nell'Enciclopedia del Pop e del Rock Napoletano,(sempre con Pergolani), a proposito della nascita del Napule's Power del rock napoletano, insomma della base della vera musica napoletana (non delle canzonette, nè delle sceneggiate o neomelodie varie) sono sempre partito dagli Showmen, maestri, giganti, assieme a Peppino Di Capri, Carosone e Murolo della grande musica italiana che nell'immediato dopoguerra, "contaminata dal rock'roll, dal jazz e dal blues dei tanti musicisti americani della sede Nato della città, sgorgò da Napoli per cambiare tutta l'asfittica musica leggera italiana del tempo.
La voce di Mario Musella graffiava scavava solchi, emozionava, aggrediva, coinvolgeva, entrava nell'anima te la strappava e te la restituiva imbevuta di sanissimo soul partenopeo. Lui era un artista vero, una persona determinata ma mite, la musica lo riscattava, lo gratificava, gli ha dato tante soddisfazioni nella sua breve ma tanto intensa esistenza. Ho avuto il grande piacere di essere stato suo amico, di avere raccolto sfoghi, confidenze, di avergli dato suggerimenti ma di avere avuto anche insegnamenti di vita da un ragazzo si era fatto le ossa, come James, nelle periferie più difficili di Napoli, scegliendo la musica come mezzo per uscire da quella maledizione che sembra dover segnare obbligatoriamente chi nasce nelle zone abbandonate da sempre al degrado per colpe non proprie ma di chi troppo spesso pensa che ai vertici delle istituzioni ci si debba andare solo per i propri interessi privati e non per rappresentare e migliorare il popolo che li elegge.
Di Mario Musella ricordo la simpatia, la schiettezza, (era proprio così non lo dico perchè chi muore è sempre una brava persona) la generosità nel cantare,l'umiltà nell'ascoltare la musica degli altri, nel cercare sempre di superarsi. E' stato detto che lui era il Joe Cocker italiano, che sembrava un americano...: lui era Mario Musella, aveva una "sua" voce, era eccezionale e non somigliava a nessuno.
Prima che Mario cantasse "Un'ora sola ti vorrei", il brano era noto come un successo di Ornella Vanoni; dopo che lui la eseguì diventò soprattutto la canzone degli Showmen. A parte la sua scomparsa così dannatamente precoce, gli Showmen sono durati troppo poco, loro sono stati certamente uno dei grandi fenomeni della musica italiana di tutti i tempi.
Di Mario Musella ricordo ancora il sorriso commosso ma felice di una ragazza molto carina, sua figlia, che mi fu presentata un giorno e con dei grandi occhioni lucidi mi ha detto. "Ma veramente hai conosciuto papà? e com'era, io ero piccola quando se n'è andato."
L'ho conosciuto ed è stata un'esperienza indimenticabile come il suo modo di cantare.
Vi ringrazio perchè mi avete dato modo di ricordare un artista veramente unico.

                                                           Renato Marengo